" E TANTO S'ERA SCONCI" LIBERA COMPOSIZIONE POETICA DEL NOSTRO FONDATORE

 

La storia di Livorno incomincia da lontano in giù per l'anno mille camminando piano piano.

     C'era Matilde a comandà e a far ciaccione ci potevi già trovà quarche pisano.

                                                                               

Pisa, Genova e Firenze ci han contesi, boia deh…e tanto s'era sconci !

     Me l'arriordo ....vennero una vorta in settemila era Novembre ner quattrocen novantasei.

Successe casamicciola: Morsi, cazzotti e pedate ne' ‘oglioni

     …Si ributtonno in mare que' ladroni.

 

     Li guidava uno di Germania, voleva conquistà ir castello…ir tedescaccio.

C'erano i Lanzi, c'eran da Pisa, Lucca , Siena e da Milano. Ma quella notte sulle su navi

     ci s'avventò il Libeccio.

“Forza Livorno…Insorgi” ci gridò Guerrino e tutti dietro noi con soli legni

     e indosso quattro cenci. Boia deh…e tanto s'era sconci !

 

Grata Firenze ci disegnò lo stemma e ir bimbo der Pezzini fu fatto comandante.

     Si ‘ominciò a stà meglio, ma se ne passò tante.

 

Arrivò Cosimo primo, era ir Gran Duca. Era un brav'omo e ci faceva lavorà.

     Mura, bastioni e fabbrie, case a du piani e chiese nove dove potè pregà.

E poi avviò un gran porto e tante vele cominciarono a arrivare.

 

     Morto Lui fu buio pesto, l'erede, ir su figliolo, quer tal Francesco primo…

Era n'taccagno. Campò poino e giunse Ferdinando. Lui si !…Livorno doventò

     Città e tante galere a rivogar sur mare, tante che i mori un facevan più paura.

Case, canali e palazzotti e cantieri per le navi ar Pamiglione, insomma tutto un gran daffare.

     E poi la Livornina. Pensa un po' te, boni e cattivi, belli e brutti, con quell'editto qui…

e ci venivan tutti.

 

     Nacque la Venezia nova con San Marco e l'ambasciate piovevan da ogni dove,

s'era importanti con tanta bella gente, un s'era più con indosso quattro cenci.

     Boia deh…e tanto s'era sconci !

 

Tante navi in porto e magazzini pieni d'ogni osa, ma la storia rigirava in sulla rota.

     E Spagnoli e Inglesi e poi Francesi e tutti a volecci comandà.

All'urtimo è arrivato “Canapone” col Ricasoli a braccetto… que venduti.

     Portonno l'Austriaci e ci vennero a ammazzà.

Livorno ha ir cuore grande e ir petto un trema, qui non si scappa, legateci a cannoni.

     Questa è la patria di Enrico Bartelloni. Di Sgarallino siam le “ghignarole,”

i primi bersaglieri della storia.

     Ma ora basta con le guerre e le miserie. Basta di rivangar memorie.

C'è ir sole, ir mare e ir vento di Libeccio e tante belle donne da ogni dove.

     Vieni a Livorno,dammi retta vienci. Boia deh…e tanto siamo sconci !

Ma cosa credi…noi s'è inventato i Ponci.

                                                                                                                                               D.S.C.

 

   
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