MONUMENTO AL "VILLANO"

 

Statua bronzea sostituita nel XX secolo alla originaria opera di Romolo Del Tadda, probabilmente risalente al 1576 e fatta erigere dalla Repubblica di Firenze in seguito alla eroica resistenza dei “villani”, i contadini ed i pescatori dei dintorni del villaggio labronico, all'assedio del 1496 di Genovesi, Veneziani e Tedeschi guidati dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo che volevano togliere Livorno a Firenze. La statua raffigurava un giovane contadino appoggiato al suo bastone con il cane, simbolo di fedeltà, ai piedi.

Già nel 1906 viene istallata una copia in gesso del monumento al villano rovinato dal tempo e la mancanza di restauri.

Le truppe di Massimiliano I furono messe a dura prova non soltanto dalla resistenza livornese ma anche dalle condizioni climatiche avverse tanto che il Guicciardini scriveva che l'esito della lotta “da molti fu imputato piuttosto a miraculo che a modo umano; parendo che l'essere soprastato lo imperatore in mare per i tempi cattivi,... e di poi i venti essersi operati nella vittoria nostra, fusse misterio divino.”


Dove adesso sorge la statua vi era il Bastione del Villano, celebre appunto per l'eroica resistenza di cui Livorno dette prova durante l'assedio dell'imperatore Massimiliano I. Nel 1494 alla calata in Italia di Carlo VIII Piero dei Medici, intimorito, cedette ai Francesi le fortezze di Sarzana, Pietrasanta, Pisa e Livorno, affinché potessero raggiungere il regno di Napoli. Il patto era che tali possedimenti sarebbero tornati a Firenze al termine dell'impresa. Pisa prese, però le armi contro Firenze alleandosi con Massimiliano I d'Austria e con Venezia, Genova e Milano. I cittadini di Firenze intanto cacciato Piero e la famiglia Medici instaurarono la Repubblica popolare.
Livorno, rimasta preda facile, nell'ottobre 1496 fu assediata dagli eserciti di Massimiliano I con venti navi dal mare ed un numeroso gruppo di soldati da terra. Fu inaspettata l'eroica resistenza del castello labronico e dei contadini e pescatori che si armarono ed organizzarono contro il nemico riuscendo a respingerlo. Firenze, grata per tanto coraggio, fece erigere una statua che ricordasse l'accaduto. Ai piedi del villano fu rappresentato un cane accucciato, massimo simbolo di fedeltà. F.D.Guerrazzi scriveva ad un amico: “Livorno ha fatto un fatto grande degno d'essere tramandato al mondo con marmi, bronzi e tele, ed è il propulsato assedio dell'imperatore Massimiliano.”



 

 

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