IL RIVELLINO DI SAN MARCO





Fortificazione medicea di fine ‘600, in pietra e mattoni di cui attualmente resta soltanto la parte più avanzata costituita da due ali simmetriche collegate da un basso terrapieno in cui si trova il grande ingresso sovrastato da due piccole finestre. Le due ali constano di due piani e presentano ciascuna una porta che dà accesso ad ampi magazzini e due finestre con inferriata. All’interno un lungo e stretto cortile su cui si affacciano finestre con grate. Di fronte al portone centrale un grande arco sovrasta una corte su cui si aprono due portoni che conducono entrambi, attraverso due lunghe scale in pietra, al piano superiore, sede di una falegnameria, un tempo interamente pavimentato in cotto e con soffitto a travi di legno sorretto da pilastri.
Dal grande cortile trapezoidale, circondato da magazzini in parte con soffitto a volte a crociera ed in parte a capriate, attraverso una scaletta in mattoni, si accede ad un camminamento che, costeggiando le mura del Rivellino, un tempo lo collegava al Forte San Pietro d’Alcantara.
Il Rivellino è di attribuzione incerta. Alcuni storici lo credono opera del governatore Alessandro Del Borro.


Il Rivellino, coevo del Forte San Pietro, rientra nel progetto di fortificazione della nuova area nord occidentale della città, in seguito alla costruzione del Quartiere della Venezia Nuova. Dopo il disarmo delle Fortezze il Rivellino fu utilizzato come deposito. Una parte di esso fu lottizzata nell’800 durante l’ampliamento della città che condusse, col progetto dell’ingegnere G. Mori, alla realizzazione del quartiere San Marco. Attualmente il Rivellino è utilizzato come deposito di generi vari e per abitazioni ed è in fase di ristrutturazione.

Lungo i fossi si può ancora distinguere la configurazione del rivellino


 

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