v    SIR ROBERT DUDLEY

 

Scienziato, ingegnere navale cartografo e navigatore  

Targa posta sulle vecchie mura dietro i 4 mori Targa posta a Firenze dove dimorò il Dudley
particolare carta marina del dudley riguardante Livorno Sir Robert Dudley conte di worwick

Robert Dudley, conte di  Warwich, nasce in Irlanda il 7 Agosto 1574 è figlio illegittimo dell’omonimo Robert Dudley, conte di Leicester, favorito di Elisabetta I d’Inghilterra, e di lady Howard Sheffield, Il padre però lo riconosce fin dalla nascita e lo fa studiare come un figlio di conte.

Nel 1588 il padre muore e lui eredita i beni della contea e il castello di Kenilworth.   Alunno brillante all’università di Oxford a soli 17 anni è comandante di nave,     nel 1593 muore il suo amico il famoso navigatore ed esploratore inglese Thomas Cavendish che gli lascia due navicon le quali intraprende una spedizione alle foci dell'orinoco dove scopre un'isola che chiama Dudleiana, l'anno successivo è già a capo di una squadra navale in sud america poi va nelle Indie ed al ritorno da questo viaggio si dirige verso Trinidad, scopre la Guaiana e ne traccia la carta; nel 1596 è vice ammiraglio di una flotta inglese.

Sposa la figlia di Cavendish ma la moglie muore nel 1600 e si risposa con Alice Leigh figlia di Sir Thomas Leigh .

Appoggiato dalla madre Douglas Howard chiede il riconoscimento dei titoli nobiliare spettandi al ramo dei Dudley, ma viene osteggiato da Giacomo I, nipote e  successore di Elisabetta che probabilmente ricordava di essere stato sul punto di perdere il trono per il padre che doveva salire al trono di Inghilterra a fianco di Elisabetta se non fosse stato osteggiato dalla nobiltà.

 

 

Caduto in disgrazia e privato dei beni, nel 1606,  a trentadue anni, temendo per la sua incolumità,    fugge dall’Inghilterra abbandonando la moglie Alice e quattro figli e abbraccia la religione cattolica; (al suo seguito è la cugina Elisabeth Southwell la nuova compagna che poi sposerà in Toscana e dalla quale avrà altri tredici figli; la quale per il viaggio è travestita da paggio.); giunge quindi a Livorno, ed offre i suoi servigi al Granduca Ferdinando di Toscana il quale, conoscendo le sue brillanti doti di  eminente scienziato, armatore,  cartografo e navigatore è ben lieto di averlo a corte tanto da nominarlo poi gran ciambellano. Presterà poi  i suoi servigi alla corte dei Medici per ben 44 anni fino alla sua morte.

I suoi consigli di nominare Livorno porto franco attireranno enormi commerci dall'Inghilterra .

 L’impegno dei granduchi, come l’affidamento dei cantieri navali al Dudley, consentono a Livorno di dotarsi di attrezzature modernissime e di alta qualità che donano ai cantieri lo sviluppo definitivo. Gli vengono affidati anche i cantieri di Pisa e di Portoferraio

Il Dudley fonda inoltre anche una scuola prestigiosa cartografica dove progetta e costruice molte nuove carte basate sulle proiezioni di Mercatore.

   

   Il granduca nel 1606 riceve a Firenze il nostro concittadino Carletti Francesco, di ritorno da un proprio viaggio di circumnavigazione del globo, dal quale vengono portate per la prima volta il banano, il cacao altri nuovi prodotti rivenuti nelle nuove terre. Decide allora di inaugurare il nuovo porto di Livorno con una grande impresa e quindi di intraprendere a proprie spese una navigazione al bacino delle amazzoni organizzata sotto la guida del Dudley,  la spedizione parte circa nel settembre del 1608 e ritorna nel giugno 1609 dopo l’esplorazione del bacino amazzonico.  

Nel 1607 Il Dudley, messo a capo dell’arsenale di Livorno, Inventa e fa costruire dei modelli speciali di galere efficientissime nella guerra contro i barbareschi: le “galerate, i galeratoni, e le galezabre”, progetta e costruisce un vascello a vela quadra e a remo e crea il prototipo della fregata da guerra con 64 grossi pezzi di artiglieria: Il “S. Giovanni Battista”, varata il 20 marzo 1608, che si dice , da sola abbia tenuto testa ad una flotta turca di 48 galee e 2 galeazze.

     

     

  Contribuisce inoltre alla costruzione del molo del porto, il molo Cosimo, con la collaborazione del Cantagallina e del Cogorano, alla ricostruzione e potenziamento delle fortificazioni marittime e fa prosciugare le paludi tra Livorno e Pisa.

      Nel 1609,  il 19 giugno torna come già detto il galeone "Santa Lucia" al comando del capitano Roberto Thormpton dalla spedizione preparata dal Dudley e riporta in Toscana prodotti rari per l'epoca quali la canna da zucchero,il pepe bianco, il verzino per la verniciatura dei panni, il legno pardo e la pitta e col materiale arrivano anche cinque giovani caraibici.

      Nel 1617 riceve l’incarico da Cosimo II, succeduto al padre Ferdinando nel 1609, di edificare  il molo vecchio e migliorare l'ospedale di Sant'Antonio  

      Progetta e costruisce nei cantieri di Livorno inoltre altre varie navi anche per Governi Europei e nel 1620 la sua genialità ed ingegno gli valgono dall’imperatore di Germania Ferdinando II il riconoscimento del titolo di Duca di Northumberland

  

  Il Dudley è anche autore di importanti opere per la marineria ricche di cartografie e disegni di progetti navali ed è autore tra le altre della monumentale opera “L’arcano del mare” dove tratta di Navigazione, cartografia, ingegnieristica e architettura navale, un vero e proprio prezioso manuale oltre che un trattato di navigazione, l’opera è data alle stampe nel 1646 e fu ristampata poi nel 1661 in veste migliorata di cui una delle tre copie esistenti rimaste  è custodita nella biblioteca labronica. E' anche considerato il primo atlante marittimo del mondo e la pietra miliare per la cartografia nautica. Tutte le mappe sono state disegnate su rilevamenti diretti personali del Dudley e non rifacimenti di altre mappe precedenti.

Per i suoi meriti i Medici gli donano una villa a Castello in provincia di Firenze; dove egli si spenge il 6 settembre 1649, i suoi figli maschi non hanno discendenti maschi e la sua casata si estingue.

Lasciò al Granduca Ferdinando II il proprio partrimonio di strumenti scientifici in parte ideati da lui stesso in parte costruiti dai più abili scienziati inglesi dell'epoca elisabettiana.

Nella chiesa si S. Pancrazio a Firenze c'è una lapide che ricorda la sua compagna Elisabeth

      Nel 1896 Giovanni Temple Leader fa pubblicare una biografia di Robert Dudley e fa collocare a sue spese tre lapidi commemorative di cui una a Firenze e una a Livorno sulle vecchie mura dietro il monumento ai 4 mori  

      A Robert Dudley  è dedicata una strada cittadina.

 

 

 

 

           

     

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