LORENZO IL MAGNIFICO (1449 -1492)

 

     

1449 – Nasce Lorenzo dei Medici, detto poi il Magnifico, figlio di Piero detto il Gottoso e di Lucrezia Tornabuoni. Lui e il fratello Giuliano, nato quattro anni dopo, furono il centro delle attenzioni del padre per la successione del governo di Firenze e per la continuazione delle fortune familiari e per questo affidati ad eccellenti pedagoghi e crebbero dimostrando grande attitudine per tutte la arti specie quelle letterarie per Lorenzo.

      Nel 1469 Lorenzo sposò con matrimonio combinato tra le famiglie la nobile Clarice Orsini; per il matrimonio grandi accoglienze furono riservate agli Orsini che si dimostrarono ben soddisfatti.

       Il 2 dicembre dello stesso anno moriva Piero il Gottoso, a Lorenzo fu affidato l'incarico di prendere nelle mani le redini della città.

       Negli anni a venire si andò accentuando un pericoloso antagonismo tra i Medici e il Papa Sisto IV che aveva delle mire espansionistiche per il suo Stato e che ritenne opportuno allearsi con la famiglia fiorentina dei Pazzi, nemica dei Medici, al fine di trovare soluzioni drastiche al suo problema.

            1478 A Firenze Giuliano dei Medici viene ucciso durante una congiura ordita dalla famiglia dei Pazzi,  tendente a sterminare i Medici ed a subentrare al potere in Firenze; il fratello Lorenzo,  viene solo ferito, grazie al sacrificio di Francesco Mori che gli fa scudo col suo corpo, permettendogli di estrarre la spada e difendersi, per poi barricarsi in sacrestia con alcuni amici fidati. Alla congiura prendono parte attiva i Pisani, su ordine dell’arcivescovo di Pisa Salviati che agisce per conto del Papa Sisto V.

    L’agguato ha luogo in Santa Maria del Fiore durante la messa, ad opera di Franceschino de’ Pazzi di Bernardo Bandini e di altri fra cui dei prelati e un cardinale, Raffaello Sansoni nipote di Sisto V, che colpiscono approfittando del momento in cui i Medici chinano la testa all’elevazione. Il popolo incitato dai Pazzi alla rivolta però reagisce in favore dei Medici e al grido di “palle palle” i congiurati vengono linciati e viene fatto scempio dei loro cadaveri. Per i Medici è il trionfo morale e politico.

 (nota: "palle, palle" era il grido di battaglia dei Medici e di incitamento dei loro partigiani e veniva fatto anche dal popolo come saluto per la casata Medici, che nel proprio stemma aveva 6 palle )

   Lorenzo dei Medici, detto il Magnifico, oltre che essere finanziere e politico, è anche una delle figure più rappresentative del Rinascimento, un grande organizzatore della cultura umanistica, e mecenate delle arti e delle lettere, e lui stesso poeta. (Fra gli altri sono famosi i canti carnascialeschi e il trionfo di Bacco e Arianna con la famosa strofa “chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza").

    Nel dicembre 1479 Lorenzo va a Napoli a parlamentare col re Ferdinando, che era sobillato dal papa Giulio  III contro i Medici per indurlo alla guerra; La sua missione riporta un successo strepitoso, e dopo tre mesi nel febbraio 1480, di ritorno dal regno di Napoli,  Lorenzo il Magnifico soggiorna per nove giorni in Livorno prima di tornare a Firenze come un trionfatore.

   Nel 1485 Lorenzo il Magnifico nomina il Livornese Filippo Strozzi rappresentante commerciale dei Medici a Londra .

Grande letterato, Lorenzo si compiaceva di frequentare l'accademia di Careggi e dedicò molto tempo e denaro alla rinascita dell'università di Pisa; fu amico del poeta Poliziano  e ammise anche tra la sua cerchia Pico della Mirandola che aveva  la fama di eretico ma anche di avere una prodigiosa cultura ed intelligenza.

    La sua amicizia significava anche la sua protezione ed aiuto economico; e tra gli altri aiutò e influenzò oltre ai già menzionati, il Verrocchio, Il Della Robbia, il Ghiberti, Il Signorelli ed infine il grande Leonardo da Vinci che raccomandò al Duca di Milano quando volle andarsene da Firenze.

       Negli ultimi anni della sua vita le economie familiari subirono una decadenza notevole dovuta a fallimenti dei rami esteri del Banco

Morì a soli 43 anni consumato dall'uricemia ricevendo la benedizione pare da frà Savonarola, che pure aveva lanciato strali contro i suoi costumi non morigerati,  e pianto dagli amici e dai Fiorentini, accanto a lui negli ultimi momenti l'amico Pico della Mirandola e il figlio Piero che nominò suo erede spirituale al governo della città.

 

 

 

 

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