LA CONTESSA MATILDE (1046 - 1115)

 

Matilde di Canossa nasce nel 1046, discendente del conte longobardo Azzo, figlia del conte Bonifacio III di Canossa, marchese di toscana e signore di Mantova, Modena e Ferrara e della contessa Beatrice dei duchi di Lorena, sepolta nel camposanto monumentale di Pisa e della quale una lapide cita in un latino un po’ maccheronico: Quamvis  peccatrix sum donna vocata Beatrix, in tumulo missa jaceo quam comitissa.  

Morto nel 1052 il padre e tre anni dopo i due fratelli, Matilde resta unica discendente, erede e rappresentante della casa degli Attonidi.   

Nel 1076 alla morte della madre il castello di Livorno, assieme a numerosissimi altri possedimenti,  perviene in proprietà per eredità alla contessa Matilde, che diventa unica erede di un grande territorio, comprendente inoltre Siena, Arezzo, Reggio Emilia, Modena, Parma, Ferrara, i ducati di Spoleto e di Camerino e parte della Lombardia.

     L’anno seguente la sua eredità, 1077, Matilde fa costruire una potente torre a difesa del castello di Livorno. (non è certo che sia la stessa torre cilindrica attribuitale dalla tradizione popolare)   Detta torre (quella cilindrica) precorrerebbe i tempi anticipando di almeno due secoli i principi di tecnica costruttiva delle torri di difesa perché a differenza delle altre costruite sino ad allora e che vengono utilizzate solo dalla sommità, è costruita con due muri concentrici dove si aprono feritoie che permettono la visione e la difesa anche da punti intermedi.

 

  

Ebbe due matrimoni sfortunati. Prima fu fidanzata con il gobbo Goffredo di Lorena, il cui padre Goffredo “Il barbuto” sposò la di lei madre Beatrice, creando un’insieme territoriale potentissimo, che spinse l’imperatore Enrico III ad intervenire in Italia e portare prigioniere le due donne in germania fino al1056, quando caduto Enrico III ritornarono nei loro domini e Matilde sposò Goffredo. Delusa dagli uomini, si dedica alla chiesa, della quale diviene fervente partigiana arrivando a prendere parte alla lotta tra papato e impero.

Ed è nelsuo castello di Canossa che il 25 gennaio 1077 avviene il famoso episodio in cui l'imperatore Enrico IV di Franconia è costretto ad umiliarsi, tenuto al freddo e digiuno a lungo fuori delle porte ad implorare il perdono del Papa  Gregorio VII che lo aveva scomunicato per aver esso tentato di deporlo marciando su Roma. Il Papa soddisfatto dalla sottomissione, anche su intercessione di Matilde che era anche cugina di Enrico IV,dopo due giorni ritira la scomunica.

Su suggerimento del papa Urbano II sposò nel 1089 in  seconde nozze il Duca Guelfo V di Baviera ma non ne fu mai felice.

v     Matilde è sempre alleata della Chiesa ed essendosi schierata con il nuovo papa Urbano II è negli anni a seguire attaccata più volte dalle superiori armate imperiali subendo rovinose sconfitte.

v     Nel 1102 Matilde per onorare il nome dei genitori e per ingraziarsi il cielo, fa atto di donazione della maggior parte dei suoi beni alla chiesa romana, tranne il "Castrum Liburni, curtem et omnia sin liter pertinentia" che viene separatamente donato nel 1103 alla chiesa primaziale del duomo di Pisa, che nello stesso anno lo rivende al suo vescovo Attone per mille lire lucchesi. Livorno passa quindi sotto la dominazione della repubblica Pisana.

Costretto ad abdicare Enrico IV, Matilde si rappacificò con l’impero e il nuovo imperatore Enrico V che era succeduto al padre nel 1106 la incoronò a Bianello nel 1111 viceregina d’Italia

  Per il suo attaccamento alla chiesa e soprattutto per i suoi tangibili servigi ottiene dal Papa la promessa assurda di poter dir messa; l'astuto Pontefice fa la solenne promessa, ma soggetta all’avvenuta costruzione di cento chiese a spese della contessa. Per sua fortuna, (o freddo calcolo?) Matilde nel 1115 muore, a Bondeno stranamente pare fosse ancora in buona salute quando già ha fatto edificare pare 99 chiese, sollevandolo di fatto dal difficile compito di assolvere ad una promessa che nemmeno come Pontefice aveva la possibilità di mantenere.  

La sua salma, sepolta dapprima nel convento di San Benedetto di Polirone presso Mantova venne nel 1632 traslata in Vaticano per ordine del papa UrbanoVIII per darle più degna sepoltura in San Pietro vicino agli apostoli e martiri della fede in una magnifica tomba scolpita dal Bernini.

La successione dei suoi beni e vasti territori infiammò le lotte tra impero e papato fino alla pace proclamata dal concordato di Worms il 23 settembre 1122 che pose fine alle lotte per le investiture.

 

    

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