I CAVALIERI DI SANTO STEFANO 

 Cosimo I dei Medici, Granduca di Toscana, riporta due importanti vittorie il 2 agosto 1537 a Montemurlo contro gli esuli fiorentini che miravano ad abbattere i medici, ed il 2 agosto 1554 a Scannagallo, contro le milizie senesi, cosa che portò poi alla capitolazione di Siena l'anno seguente; Nel 1561 vuole celebrare queste due vittorie, creando un Ordine cavalleresco, con gli scopi di preservare il Mediterraneo dalle incursioni delle piraterie barbaresche e turco - ottomane e di liberare i Cristiani in schiavitù presso la potenza ottomana, ponendolo pertanto sotto il titolo di Santo Stefano papa, avendo riportate le significative vittorie contro il nemico, proprio nel giorno in cui la Chiesa fa memoria di questo illustre Santo.

  Dietro richiesta del Sovrano, il Sommo Pontefice Pio IV, con Breve His, quae Pro Religionis Propagatione, del 1 febbraio 1562, conferma l'istituzione dell'Ordine Religioso - Militare, definito Sacro Militare ordine di Santo Stefano papa e Martire, ponendolo sotto la regola di San Benedetto

 

Il successivo 15 marzo, nella Chiesa Primaziale di Pisa, nel corso di una grandiosa cerimonia, il Nunzio Apostolico, mons. Cornaro, consegna a Cosimo I gli Statuti dell'Ordine approvati dal Santo Padre , conferendogli altresì il Gran Magistero dell'Ordine, nella qualità di Capo della dinastia.

In realtà Cosimo al di là degli ideali morali e spirituali, riesce con abile mossa a rimediare agli inconvenienti dovuti al fatto di avere sinora la marina Toscana soltanto elementi mercenari per niente interessati al reale conseguimento degli obiettivi prefissati dal Granduca ma soltano al proprio tornaconto. Così facendo riesce ad organizzare la marineria del Granducato sulla base di elementi validi motivati e preparati militarmente non solo come guerrieri ma anche come comandanti di navi.

                    L'Ordine, agli inizi, comprende le seguenti classi cavalleresche: Milite o Cavaliere di Giustizia - Ecclesiastico o Cappellano - Servente o Frate Servente. La tassa di ammissione varia a secondo della Classe di appartenenza.

                     Per essere ammessi nell'Ordine, nella classe dei Militi o Cavalieri di Giustizia, bisogna produrre le prove di nobiltà, la pronuncia dei voti di Religione e l' impegno ad effettuare servizio nelle galee dell'Ordine per un minimo di tre anni.

                       L’ordine ha sede a Pisa ma Livorno diventa sede navale, l’ordine ha la sede di Livorno nella strada che si chiama oggi appunto via dei cavalieri-

                      Dalla fortezza il primo Giugno, alla presenza del granduca,  partono le prime quattro galere di Santo Stefano che al servizio di Filippo II di Spagna vanno a soccorrere Orano assediata dai turchi

            1571 – La squadra navale Toscana, affidata dal 1562 all’ordine Stefaniano, ha in linea 2 galeazze, 12 galere, 2 galeoni d’alto bordo, 6 fregate, 2 brigantini e molte navi da trasporto. Conta su 2500 rematori, 900 marinai e 100 cavalieri dell’ordine di S. Stefano.

                     Il 7 ottobre l’Ordine partecipa gloriosamente alla celebre battaglia di Lepanto con dodici galere sotto i colori del papa, conquistando la bandiera fiamma della nave di Alì Pascià comandante delle armate di Selim II

                     La battaglia di Lepanto viene considerata la più grande battaglia di navi a remi di tutti i tempi.  Vi partecipano  207 galere e 36 vascelli con 34.400 soldati, 12.000 marinai, 1800 cannoni per la Lega; 222 galere e 60 vascelli, 34.000 soldati, 13.000 marinai, 750 cannoni per i turchi. Nella battaglia cadono morti circa 8.000 turchi, e 10.000 vengono fatti prigionieri; 50 galere sono affondate o incendiate; 117 catturate. I cristiani perdono 12 galere ed hanno7.500 morti. Vengono liberati 12.000 galeotti cristiani.

            Le navi stefaniane compirono le loro ultime missioni contro i pirati nel 1774 e l’ordine fu modificato l’anno seguente dal granduca Leopoldo, che eliminò la marina stefaniana ed in seguito soppresso definitivamente nel 1809 con decreto di Napoleone che confiscò tutti i suoi numerosi beni.

            Nel 1814 l’Ordine Stefaniano viene ripristinato da Ferdinando III di Lorena che lo riforma nel 1817. Verrà infine soppresso nuovamente nel 1859 con la caduta del governo Lorenese.

I discendenti dei Lorena hanno continuato a fregiarsi del titolo di gran maestri e di conferire l'onorificenza dell'ordine, non riconoscendo il diritto dell'allora governo provvisorio di Toscana a sopprimere l'ordine in quanto sanzionato dinastico da Bolle della Santa Sede.

 

            La decorazione di compone di una croce ottagona, orlata d’oro smaltata di rosso sormontata da una corona reale a attaccata a un nastro rosso  

 

 

 

I gran maestri dell'ordine sono a tutt'oggi 17 clicca su pulsante per vedere l'elenco con le relative foto  

 

 

                   

   

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