FERDINANDO I.  (1549 - 1609)

 

 

Ferdinando I Cristina di Lorena moglie di Ferdinando I

1587 -  All’età di 46 anni muore Francesco I in maniera misteriosa precedendo di poche ore la seconda moglie Bianca Cappello, gli succede il fratello cardinale Ferdinando dei Medici che deposta la porpora cardinalizia assume il titolo di Ferdinando I, terzo granduca di toscana e che sarà il maggior artefice della ‘’grande’’ Livorno e che perciò viene ricordato da alcuni scrittori per analogia che Ferdinando fu per Livorno  come Romolo fu per Roma.

Il 25 ottobre 1587 il granduca chiama in fortezza l’architetto Bernardo Buontalenti detto “Delle girandole” Il Gonfaloniere Lionardo Cingoletta e altre personalità cittadine,ordina un nuovo e più vasto ingrandimento della città secondo il progetto di massima dell’ingegnere parmense Claudio Cucurrano che disegna su ordine del granduca la nuova pianta per la creazione di una città ideale del Rinascimento.  

1589 - Ferdinando I° sposa la sua fidanzata Cristina di Lorena,giunta a Livorno sbarcando dalla rada in fortezza attraverso un lungo ponte di legno costruito per l’occasione.

Il 10 gennaio 1590Ferdinando assiste al getto della prima pietra per la cittadella, poi fortezza nuova che viene terminata celermente il 10 maggio successivo. Vengono create nuove fortificazioni, case a due piani affrescate, magazzini e chiese.  Ferdinando fa rialzare di un piano il palazzotto residenziale fatto costruire da Cosimo I sul bastione La Canaviglia e non essendo più sufficiente il lazzaretto del fanale ordina la costruzione del più ampio lazzaretto di San Rocco.

Livorno é tutto un cantiere per trasform are la vecchia palude in una vera grande città, con le nuove case con le facciate decorate di pitture e graffiti rappresentanti scene mitologiche o storiche o episodi dei cavalieri di S.Stefano; Si pulisce e scava l’antico porticciolo dei genovesi e il canale annesso fino alla sua foce sotto la fortezza vecchia.  

 Il 9 febbraio 1591 il Granduca fa iniziare i lavori di finimento della nuova darsena. Al progetto partecipano fra gli altri gli ingegneri Buontalenti Buonanni Pieroni e Cantagallina e le modifiche seguono i suggerimenti del celebre Galileo Galilei. L’andamento dei lavori viene effettuato con tecniche assolutamente all’avanguardia impiegando giorno e notte migliaia di maestranze e utilizzando nuove macchine idrauliche dopo soli cinque giorni viene immessa l’acqua di mare ed in mezzo ad una festa vengono fatti entrare nel “Pamiglione” come viene chiamata la nuova darsena, le navi pavesate.       

 

Sempre nel 1591, il12 febbraio  Ferdinando emana la famosa legge detta "Livornina” con la quale ampliando e regolamentando quanto già decretato da altre leggi simili emesse in precedenza, invita le genti di tutte le nazioni a venire ad abitare e trafficare a Livorno assicurando esenzioni, privilegi e concedendo annullamento dei debiti e  larghi condoni da condanne per qualsiasi delitto riportato nello stato ed un salvacondotto per quelle riportate all’estero, eccetto quelli di eresia, lesa maestà, assassinio e falsa moneta.; viene garantita altresì libertà politica e di culto  e possibilità di acquisto di case a condizioni di favore e pagamento rateale, oltre a libertà di commercio senza limitazioni con privilegi doganali.  Ma non bisogna credere che grazie alle leggi livornina a Livorno accorressero solo ladri e delinquenti; gli immigrati dovevano depositare infatti una caparra di 500 scudi a capofamiglia per poter restare e godere delle esenzioni da tasse per cinque anni e non pagar dazio per quanto importato.

Livorno diviene così un’isola felice nell’Europa autoritaria e persecutoria. Questo è l’avvio di quel fenomeno di eterogeneità e multietnicità, nonché l’incontrarsi di ideologie religiose di ogni tipo che caratterizzerà Livorno e che darà l’impulso al progredire della città che si può dire ha precorso i tempi del vivere universale.

Su ordine granducale viene costruito un fortilizio con capaci stalle, adibito alla difesa del litorale per pronto intervento contro scorrerie di pirati o per altre necessità. E’ presidiato da una dozzina di “cacciatori” a cavallo, con un tenente al loro comando.      Il forte “dei cavalleggeri” era situato dove ora c’e’ la magnifica terrazza Mascagni

Ad Ardenza viene costruito un torrino di avvistamento e difesa dov’e ora  la rotonda; sarà distrutto dagli eventi bellici del 1944.

Il 10 Aprile viene benedetta la nuova chiesa di S. Francesco (Duomo)     

Il 26 Febbraio 1598 Ferdinando crea il servizio di sanità marittima per l’ammissione o meno delle navi al porto. Guardiano è nominato Giovanni Di Bartolo

Viene ricostruita la torre alle secche della meloria, andata distrutta dagli anni, dall'incuria e dai marosi. 

Nel 1599 Ferdinando concede a tre ebrei levantini, i fratelli Cordovero e certo Sullema,  d’aprire a Livorno un banco di prestito in via della coroncina con interessi stabiliti al tre per cento; condizione certamente vantaggiosa.

Il 4 febbraio 1600 Ferdinando fonda lo spedale su disegno del già citato Pieroni, la spezieria del magazzino delle galere fornirà per qualche tempo le medicine gratuitamente e sempre gratuitamente vengono concesse l’opera del cerusico della comunità e delle galere.

A seguito della donazione del terreno da parte del granduca parte l’edificazione della chiesa dei greci uniti anch’essa su disegno del Pieroni.

Molti ebrei giungono da Ancona dove sono fuggiti dalle persecuzioni Pontificie ed impiantano a livorno la lavorazione del sapone alla “anconetana”.

Lo stesso  anno 1600 iniziano i lavori mastodontici per l’escavo del gran canale detto fosso reale che collegato al mare al suo inizio ed al suo termine, circonderà le fortificazioni di Livorno, integrando la rete di canali già composta dal canale dei navicelli e da altri canali intorno la fortezza vecchia.

Nei tredici anni necessari al suo completamento lavorano continuamente oltre seimiladuecento persone seguendo i progetti di Giovanni de'Medici, del Cucurrano e del Cantagallina. I Livornesi ne parleranno dicendo semplicemente i “Fossi”

E' dell'inizio del 600 la costruzione della grande fognatura che porta gli scarichi direttamente al mare.  

Nel 1601 assistiamo al completamento di numerose opere pubbliche e edilizie, la via Ferdinanda (via grande) , il ponte della sassaia, e la cortina che lo collega alla bocca, le caserme per la guardia al ponte di marmo e alla porta dei navicelli, i quartieri di porta colonnella e di porta nuova. Livorno conta 6985 abitanti di cui 114 ebrei, le case in livorno vecchio sono 110, nel nuovo 413.  

Il 22 maggio il Pievano Balbiani benedice la prima pietra dando inizio ai lavori della chiesa dedicata a Santa Giulia patrona. Il 30 novembre 1603 diverrà la sede definitiva dell’omonima confraternita.

Nasce il bagno dei forzati o delle galere, in esso oltre agli schiavi e ai condannati si trovano anche i cosiddetti “bonavoglia” ex galeotti che rimangono nel bagno volontariamente dopo la pena per avere vitto e alloggio in cambio di lavoro.

A seguito della cacciata dei mori da Granada del 1492, si ha nei periodi successivi  una crociata antiaraba ed anti semitica in Spagna. Con i primi insediamenti nel 1602 di ebrei catalani, corallari espulsi dalla penisola Iberica, naturalmente anche grazie alle lungimiranti politiche dei medici, ed ai bassi tassi daziari,  nasce l’industria della lavorazione del corallo a Livorno.

 1603-  viene costruito un grandioso arsenale per la costruzione delle galere e per il servizio della marina militare granducale

Ancora nel 1603 nella battaglia delle bocche di Bonifacio le galere di Santo Stefano al comando del valoroso ammiraglio Jacopo Inghirami sconfiggono il terrore del mediterraneo "Amurat Rais”, facendo molti prigionieri e liberando molti cristiani

1603 - Con un rescritto il granduca stabilisce il governo cittadino. A capo c'è un governatore e un’amministrazione cittadina con 12 gonfalonieri, eletti direttamente dal Granduca 36 anziani, 52 huomini che a turno fanno parte dei magistrati del comune. Viene da Ferdinando aggregato a Livorno il “Capitanato nuovo” mutilando il vicariato di Lari delle comunità di Colognole, Castell’Anselmo, Nugola, San Regolo, Luciana, Postignano, Gabbro, Rosignano, Castelnuovo, Castelvecchio, Parrana, Crespina, Faglia, Montalto, Lorenzana, Tremolato e Vicchio  

1605 - in piazza d’arme viene costruito il palazzo granducale su disegno di Antonio Cantagallina Nell’aprile partono le galere inviate alla conquista della fortezza di Protesa sul golfo d’Arta Ancora nel 1605 l’Inghirami distrugge l’antica città fortificata di Nicopoli Nello stesso anno in varie scorrerie nel levante, nell’Anatolia e nell’Algeria l’Inghirami fa numerose prede conquistando quattrocento schiavi e trenta pezzi di artiglieria.   

1606 - il 19 marzo  Ferdinando I nella chiesa di fortezza vecchia, di sua propria mano consegna, al dottor Bernadetto Borromei, vestito di un lucco di damasco nero,  i segni distintivi della dignità di gonfaloniere della comunità: il cappuccio e la cappa di velluto rosso, ponendogliela sulla spalla, con le parole:”questo sarà il segno d’onore che porteranno in avvenire i gonfalonieri della città di Livorno. - Livorno è quindi assurta ufficialmente al rango di città, e così sarà fin d'ora definita in tutti gli scritti granducali e il Borromei è il primo gonfaloniere togato della città. La Cappa ed il cappuccio originali sono tuttora conservati in una teca del comune di Livorno. Un  quadro del pittore Giuseppe Maria Terreni attualmente al museo civico raffigura la cerimonia.

Ferdinando stabilisce forma e regola da osservare dai notabili della città facendone disegnare i ricchi costumi

Lo stesso anno la Chiesa di S. Antonio viene ampliata su disegno del Pieroni e trasformata a tre navate, ma cessa di essere la pieve di Livorno in quanto il suo Rettore, si trasferisce nella nuova cattedrale in piazza d’armi, che viene consacrata ed aperta al pubblico il 10 febbraio 1606 dal Nunzio Antonio Grimani alla presenza del granduca e di tutta la corte; sulla facciata viene inciso col nome di Ferdinando I la data di costruzione 1604.   Il Gonfaloniere Borromei incaricò il bravo Domenico Cresti, detto Il Passignano di affrescare le pareti e di dipingere il quadro dell'Assunta, tuttora presente nel Duomo. Questa chiesa in apparenza non troppo grande per la città che la ospita sembrò all’epoca troppo vasta al Granduca che disse al Pieroni vedendola in costruzione “O che credevi di fare, il duomo di Firenze”? al che l’architetto rispose “Altezza le opere pubbliche non son mai troppo grandi

Viene costruito il secondo cerchio di mura cittadine  arricchite di bastioni a creare una cittadella fortificata . Le porte erano sei – Le principali Porta a Pisa, Porta Nuova, Porta Colonnella e porta dei Navicelli e le secondarie  Porta Cappuccini e porta Alla Bocca il giro delle mura toccava i 5 km.

Nello stesso 1606 Ferdinando riceve a Firenze il nostro concittadino Carletti Francesco, di ritorno da un viaggio di circumnavigazione del globo, dal quale vengono portate per la prima volta il banano, il cacao altri nuovi prodotti rivenuti nelle nuove terre.  Il granduca decide allora di inaugurare il nuovo porto di Livorno con una grande impresa e quindi di intraprendere a proprie spese una navigazione al bacino delle amazzoni sotto la guida del Dudley, inglese esule a Livorno, la spedizione parte circa nel settembre del 1608 e ritorna nel giugno 1609 dopo l’esplorazione del bacino amazzonico.

L’ammiraglio Inghirami intanto conquista la città di Bona riportando a Livorno  prigionieri,  ricchezze e molti trofei, che vengono posti nella chiesa dei Cavalieri  Pisa.

Viene cucito il primo gonfalone della città di Livorno fatto a spese del gonfaloniere e degli anziani.

 Durante il governo di Ferdinando I l'Europa è travagliata da numerose lotte e guerre fra i vari stati, La Toscana , viene invece favorita dal suo stato di tranquillità e libertà che contribuisce al suo sviluppo economico e commerciale.

Ferdinando non trascura le industrie tra le quali quella della lavorazione del corallo e favorisce lo sviluppo delle attività artigianali.  Anche la lavorazione della seta e la filatura della lana come le maggiori attività commerciali sono introdotte dalla comunità ebraica livornese: la famiglia Franco ereditando un privilegio granducale ottiene tra  le più importanti fabbriche e laboratori .

Indicazioni sulle attività livornesi le ritroviamo dai toponimi delle strade allora esistenti e di quelle arrivate sino a noi con lo stesso nome; come ad esempio: scali delle ancore, scali delle bilance, via del corallo, dei cappottai, dei calafati, dei carrozzieri, dei funaioli, della fonderia, dei materassai, dei cordai, della saponiera e dei Mulini.

1608 - Viene edificato il Palazzo pretorio sede del Governatore in Piazza d’arme. Partenza della spedizione per il Rio delle Amazzoni  

 1609 - Il 7 febbraio dopo 22 anni di regno muore compianto da tutti i Livornesi Ferdinando I e gli succede il figlio

Cosimo II

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