CATERINA DEI MEDICI 1519 - 1589

 

Mentre Carlo V era occupato con i protestanti e nei preparativi contro i Turchi, Francesco I si adoperava ad uscire dall'isolamento in cui la pace di Cambrai lo aveva messo e desideroso di riconquistare le regioni d'Italia che aveva perdute, negoziava (mentre agiva anche con i protestanti) abilmente con il Pontefice per mezzo del duca d'Albania e del cardinale di Grammont e gli proponeva un matrimonio tra il proprio secondogenito ENRICO d'ORLEANS e CATERINA de' MEDICI, nipote di Clemente VII, il quale, dopo avere scaltramente temporeggiato un po', il 9 giugno del 1531 acconsentiva (non resistette all'ambizione di sposare sua nipote al figlio del re di Francia - (Caterina sarà infatti futura reggente, e la pia regina di Francia che ordinerà poi nel 1572 la strage degli Ugonotti).+

Questa aveva da poco compiuti i quattordici anni, essendo nata a Firenze il 13 aprile del 1519 da Lorenzo de' Medici duca d'Urbino e da Maddalena de-la-Tour d'Auvergne. Rimasta prestissimo orfana dei genitori, era stata condotta, in età di cinque mesi, presso Leone X a Roma, poi nel 1525 era stata rimandata in Firenze per essere educata. Nel 1527, durante la prigionia del Papa a Castel Sant'Angelo, era stata chiusa nel convento di Santa Lucia e in quello delle Murate; poi era andata a Roma e a Bologna e infine nuovamente a Firenze.

Si trovava in questa città quando le fu comunicato che doveva recarsi a Marsiglia, dove l'aspettavano il Pontefice e lo sposo. Partì da Firenze il 1° settembre del 1533, accompagnata da Filippo Strozzi, e per Portovenere, La Spezia e Nizza giunse a Marsiglia il 23 ottobre. Qui quattro giorni dopo venivano con grande solennità celebrate le nozze e Filippo Strozzi consegnava al re di Francia il ricchissimo regalo nuziale del Pontefice alla nipote.

Pare che l'uso dei profumi in Francia sia stato portato proprio da Caterina che lo diffuse anche a causa del cattivo odore che emanava lo sposo poco propenso a curare la pulizia della propria persona; e poichè Caterina usava dei profumi importati dalla città di Colonia in Germania quei primi profumi presero il nome di acqua di Colonia.

Caterina aveva fama ed era grande mangiatrice e bevitrice; spinta dal gusto per la buona tavola portò in Francia: salse - l'uso delle rigaglie - l'olio d'oliva - le crespelle - gli spinaci - i fagioli - i piselli - i carciofi - l'uso di cucinare i volatili all'arancio e tanti piatti che poi si imposero nella cucina internazionale come francesi. A lei si deve l'influenza che la cucina fiorentina ebbe su quella francese perché i cuochi e i pasticceri che la seguirono fecero scuola; questo fatto fu ammesso dagli stessi francesi e Flammarion scrisse: "Dobbiamo riconoscere che i cuochi italiani che vennero in Francia al seguito di Caterina de' Medici all'epoca del suo matrimonio con Enrico II, furono all'origine della cucina francese, per gli elementi e i condimenti, per noi nuovi, che essi portarono.

Durante il regno del marito non si occupò mai di questioni di stato ma era anche una grande donna politica, seguace del suo conterraneo Machiavelli, e non poteva, quindi, accontentarsi di stare a cincischiarsi con ricami, apparizioni di rappresentanza e poesia, quando sul trono regnavano i suoi amatissimi figli, quasi tutti deboli o stravaganti. Così fu lei, Caterina dé Medici, a governare la Francia per circa trent'anni dopo la morte del marito Enrico II (1559) nel burrascoso periodo delle interne guerre di religione e delle esterne continue lotte e rivalità con la potente Spagna di Filippo II e l'ascendente Inghilterra di Elisabetta I, soprattutto. Opera ancor più ardua in un paese dove vigeva la legge salica, dove lei era straniera e per giunta non di sangue reale.

Sebbene praticamente fosse lei a governare la Francia dietro i suoi tre figli succedutisi sul trono di Francia coi nomi di Francesco II, Carlo IX ed Enrico III, ufficialmente non fu mai altro che regina consorte di Enrico II e del primogenito Francesco II (1560) fu reggente del secondo figlio Carlo IX. Tentò la riconciliazione tra cattolici e protestanti, concedendo agli ugonotti libertà religiosa con la pace di Amboise (1563), ma nel 1572 Caterina dei Medici temendo l'influenza del partito ugonotto organizza nella notte del 23/24 agosto la strage degli ugonotti detta " Della notte di S. Bartolomeo ". Sono uccisi migliaia di nobili protestanti ugonotti. Quelli che piu' teme Caterina, la corte cattolica e naturalmente il Papa dal quale è arrivato l'ordine, o almeno che non si é opposto al disegno criminale, anzi lo ha patrocinato. Finita la strage ha celebrato un solenne Te Deum di ringraziamentone ordinò il massacro nella notte di San Bartolomeo.

Oltre che di politica si occupò di arti, aveva una biblioteca senza uguali nella Francia di allora, e di architettura facendo edificare una nuova ala del Louvre, il castello di Monceau e facendo iniziare il palazzo e i giardini delle Tuileries

Caterina morì a Blois nel 1589.

 

 

 

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